IL METODO FELDENKRAIS

Ciò che mi interessa perseguire è la flessibilità della mente, più che quella del corpo… Riconsegnare l’individuo alla propria dignità personale.

 

Il Metodo può essere definito in modo sintetico come Sistema di apprendimento organico.

Tale definizione evoca due possibili interpretazioni, entrambe valide e sinergiche:

1.Il corpo impara perché immerso in un sistema di apprendimento: con il Metodo Feldenkrais, infatti, il corpo impara a muoversi meglio.

C’è una memoria motoria insita in ogni corpo, che ha imparato a camminare a partire dal rotolare sulla pancia (quando la mamma è nei paraggi, in cerca di cibo e amore), poi lo strisciare, il venir seduti, il gattonare, l’alzarsi in piedi… Tale repertorio di movimenti e modi di muoversi raramente viene rinnovato in età adulta: imparare a suonare uno strumento da grandi, ad esempio, oppure mettersi a praticare un nuovo sport o iscriversi a un corso di teatro fanno capire quanto sia sfidante mettersi in gioco in tal senso. Attraverso movimenti semplici e poco usuali, il Metodo consente di riaprire il processo di apprendimento solitamente interrotto nella fanciullezza, attraverso nuove e diversificate esplorazioni di movimento.

2. Dalla visuale opposta, invece, è l’apprendimento stesso a comportarsi come un sistema ‘incorporato’, per così dire, ossia prende vita attraverso il corpo e le sue organizzazioni nel mondo (cioè ‘il dove-come-quando-cosa-perché’ impariamo).
Un corpo vivo, sempre in movimento – anche nella stabilità reso flessibile dalla respirazione e/o dall’organizzazione delle parti – diventa nell’ottica Feldenkrais una potenziale fucina di novità e nuovi comportamenti.
A commento di questa ulteriore prospettiva✼, è chiamato in causa il sapere odierno di orientamento scientifico: in origine, senza l’organizzazione del movimento, il bambino non giungerebbe neppure a pensare… Apprendere nuovi “pensieri, sentimenti, sensazioni e movimenti”✼✼ e esplorare con il corpo sono fondamentalmente connessi.

Nato dal genio di Moshe Feldenkrais (1904-84), dottore in fisica applicata alla Sorbona nel 1928 e cintura nera di Judo in Europa nel 1936, per menzionare solo due momenti salienti del suo originale percorso, il Metodo si fonda sull’idea, sostenuta da basi scientifiche, che ognuno possa in qualunque momento migliorare il proprio modo di muoversi – e, di conseguenza, la qualità della propria vita – per mezzo della consapevolezza dei cambiamenti dell’immagine di sé.

L’immagine di sé è mutevole, sia che riguardi il corpo intero sia le singole parti e cambia attraverso il susseguirsi di momenti di consapevolezza relativi all’orientamento nello spazio (seduti, in piedi, sdraiati) oppure a come si è organizzati mentre si compiono le azioni della vita quotidiana, a partire da quelle fondamentali come camminare, stare seduti, prendere qualcosa (da bambini anche guardare, succhiare, rotolare ad esempio), fino a quelle più complesse (suonare, praticare uno sport, danzare, tra le tante).

Sulla qualità e la possibilità di interagire con questi momenti di consapevolezza si fonda la pratica del Metodo Feldenkrais.

 

Un cambiamento fondamentale nella corteccia motoria ha effetti paralleli nel pensiero e nel sentimento.

 

La scientificità del Metodo è indagata da Feldenkrais nei suoi scritti e nella pratica del Metodo; oggi è avvalorata dai progressi delle neuroscienze secondo cui il cervello è plastico, ossia modificabile dall’esperienza, a tutte le età della vita✼✼✼.

Il Metodo viene appreso/insegnato in due modalità (v. pagina ‘Il Metodo in IF e CAM’):

la lezione di gruppo (CAM, Consapevolezza Attraverso il Movimento®) Sequenze di movimenti guidate con la voce che la persona esegue rimanendo in ascolto delle singole parti coinvolte e delle sensazioni che da esse nascono.

la seduta individuale (IF, Integrazione Funzionale®) I movimenti vengono guidati con il tocco delle mani: si esplorano movimenti noti e meno noti legati al momento, all’abitudine o ad una esigenza specifica, così che la persona possa integrarli in movimenti meglio organizzati.

In entrambe le modalità, i movimenti si sviluppano senza correzione ma valorizzando ciò che è disponibile, creando un ambiente favorevole all’apprendimento.

Attraverso le esperienze motorie e di consapevolezza il corpo cambia e sperimenta nuove condizioni di benessere. Qualsiasi attività si svolga in seguito alla pratica di IF e/o CAM risulterà più coordinata, precisa e meglio organizzata.


Per approfondimenti su questa prospettiva, v. il concetto di Embodiment, che indaga il ruolo essenziale dei processi senso-motori e corporei nei processi percettivi e cognitivi.

✼✼Dal libro di Moshe Feldenkrais ‘Conoscersi attraverso il movimento’, del 1949.

✼✼✼Qui, il concetto di riferimento è quello della Neuroplasticità.

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